sabato 23 gennaio 2016

PASSAPORTI DI EMIGRANTI EUGUBINI A VILLERUPT

Passaporto di Antonia Mancini in Alunno
nata a Gubbio il 14 dicembre 1915 e ivi deceduta il 22 dicembre 1974
ricamatrice


©Jacqueline Spaccini

©Jacqueline Spaccini

©Jacqueline Spaccini

©Jacqueline Spaccini


Passaporto di Armando (Piero) Spaccini
nato a Gubbio il 18 ottobre 1930






La festa dei Ceri a Villerupt nel 1953

Spesso gli scoop sono dovuti al caso. Dopo mesi passati a ipotizzare quante furono le edizioni della Festa dei Ceri a Villerupt, in Francia, negli anni '50, ecco che Massimo Bei (cui sono profondamente grata) scova nell'archivio diocesano di Gubbio, il seguente resoconto:



photo ©Massimo Bei




Si tratta di un articolo de LA VOCE datato 7 gennaio 1954, dal titolo Eugubini di Francia e Lussemburgo.

In esso si relaziona il viaggio intrapreso dall'articolista (il pezzo non è firmato, ma si può presumibilmente ritenere che sia stato scritto da un sacerdote, Don Quirico Rughi.

Quel che più conta però è il contenuto e l'attendibilità dello stesso. Ho più volte ricordato che gli eugubini ceraioli presenti a tale manifestazione confondono gli anni e/o il numero delle edizioni: son passati tantissimi anni, si fa fatica a ricordare con esattezza.

Invece qui c'è qualcuno (l'articolista stesso) che rievoca [ritengo perché raccontatogli (1)] una festa dei Ceri a Villerupt presso il campo sportivo. Lo scrive il 7 gennaio del 1954, quindi l'evento va ascritto al maggio 1953. Non vi può essere confusione.

Nel testo si legge quanto segue:

Nel mese di ottobre ho fatto un viaggio in Francia e Lussemburgo per visitare gli Eugubini che sono in quei paesi a lavorare. Li ho trovati tutti in buona salute e sempre allegri e mattacchioni. Nemmeno quel clima, sempre grigio e nebbioso, è riuscito a spegnere in essi quella vivacità di carattere e quella naturale allegria, che rende gli eububini così simpatici a tutti. Essi sono molto ricercati e apprezzati, specialmente come muratori: ma non pochi si sono dedicati al commericio o ad altre attività e alcuni si sono formati un’ottima posizione.
Il mese più brutto è, per loro, il mese di maggio! In quei giorni si ammalano tutti di nostalgia. Ma trovano anche il modo di farla passare. Quest’anno si sono messi d’accordo quelli di Francia, del Belgio e del Lussemburgo e hanno fatto la Festa dei Ceri. Un falegname ha preparato i tre ceri: si son fatti prestare il campo sportivo di Villerupt, in Francia… e hanno cercato di rifare alla meglio tutte le principali cerimonio di quel giorno fatidico. Naturalmente erano assi numerosi i ceraioli in divisa. La parte culminante è stata,  manco a dirlo, la corsa. Agli eugubini, si erano uniti anche tutti gli altri italiani di lassù. A un certo punto, non si sa come, si è verificata una caduta generale. Gli spettatori erano preoccupati, pensando che ne dovesse nascere una scazzottata. Invece niente di tutto questo. Ridendo a crepapelle e lanciandosi frizzi mordaci, si sono rialzati, poi si sono presi a braccetto,  e contando (sic) «Fazzoletto puntato davanti» e «Chi è che ti imbarcò…» sono andati a fare una grossa bevuta.
Durante la mia permanenza ho avuto modo di studiare «in loco» i loro principali problemi e mi riprometto di parlarne in una serie di brevi articoli che seguiranno[2].






Ora abbiamo due date sicure: il 1953 e il 1956.
Per il momento è tutto qui.



[1] L'articolista dice di essersi recato a Villerupt nell'ottobre precedente, quindi non può aver personalmente assistito alla festa di maggio '53. Quindi glielo hanno raccontato.
[2] Trascrizione dell’intero articolo «Note di un viaggio. Eugubini di Francia e Lussemburgo», La Voce del 7 gennaio 1954.




giovedì 14 gennaio 2016

La Festa dei Ceri a Villerupt - le varie edizioni

La festa dei Ceri è stata realizzata più di una volta a Villerupt:


I tre Ceri sono pronti ad affrontare la discesa.

Queste immagini risalgono al 1954 (forse al 1953?).. La didascalia della foto recita: « Fête des Cierges le 15 05 1954 à Villerupt  terrain de sport de Cantebonne* »


Di seguito, alcune foto delle edizioni dei Ceri a Villerupt

Quelle seguite dalla data 1956 sono state verificate


l'uomo sulla destra in piedi e in canottiera che allunga il braccio
è Peppe de Rocco (Giuseppe Minelli), falegname che costruì
i Ceri di Villerupt
©Nazzareno Minelli



la foto è tratta dal libro di Carlo Ceccacci
Le isole gemelle. Gubbio-Corsica. Cuginanze d'altri tempi


Sangiorgiari a Villerupt 1956
Al centro, con le braccia sulle stanghe, Marcello Brunetti
alla sua destra Telesforo Gaoti
©Marcello Brunetti 



©Furio Ceccacci
Pausa Ceri a Villerupt (s.d.)
Si riconoscono  Cesarino Bocci  e Armando (Piero) Spaccini


©Marcello Brunetti

1956 - Sulla barella di S. Ubaldo, Armando (Piero) Spaccini
Più in basso in piedi, col maglione a girocollo, Alberto Nicchi, detto Gonnella
©Jacqueline Spaccini

Capodieci di S. Ubaldo in corsa
Armando (Piero) Spaccini (camicia bianca)
1956
©Jacqueline  Spaccini




Famiglia Bocci 

___________
Personalmente, non sono sicura che la festa sia proprio del 1954

[* Festa dei Ceri il 15 05 1954 a Villerupt campo sportivo di Cantebonne (frazione di Villerupt)]

sabato 9 gennaio 2016

VILLERUPT AL CINEMA: L'anniversaire de Thomas di Jean-Paul Menichetti

Il cammino della speranza (1950) di Pietro Germi
L'emigrazione italiana non è rappresentata esclusivamente dai capolavori immensi come IL CAMMINO DELLA SPERANZA (1950) di Pietro Germi


oppure PANE E CIOCCOLATA (1973) di Franco Brusati.

Pane e cioccolata (1973) di Franco Brusati

Vi è un film realizzato da Jean-Paul Menichetti, immigrato da Gubbio a Villerupt di seconda generazione.




Jean-Paul bambino promette al padre  che un giorno girerà un film raccontando la storia della sua vita, della vita del padre.

Non è però la storia di un'emigrazione in marcia, bensì di un'emigrazione già impiantata, stabile, con le sue poche certezze. Gli altiforni.

E poi anche i giganti cadono giù.
C'est fini, titolerà il giornale Le Républicain lorrain.











Il film si chiama L'Anniversaire de Thomas ed è del 1982 ed è di Jean-Paul MENICHETTI.
Si tratta di un docu-film girato in 16 mm.

Il Thomas del titolo è Sydney Thomas, l'inglese che inventò un procedimento in grado di permettere un miglior sfruttamento del minerale lorenese troppo ricco di fosfati. 
Il tutto durerà 100 anni, dala prima realizzazione industriale del 1882 alla chiusura degli altiforni nel 1982. 

In questo frangente, Villerupt crescerà con l'arrivo di italiani venuti dall'Umbria.







Eccone il trailer (o come si dice in francese: la bande annonce):



Ed ecco il podcast di una trasmissione della celebre emittente radiofonica FRANCE CULTURE dedicata a questo tema:

PODCAST FRANCE CULTURE LE CINÉMA ITALIEN

photo ©Jacqueline Spaccini




mercoledì 6 gennaio 2016

Thionville: il quartiere Côte des Roses

THIONVILLE OGGI

Années 1950-1960

Construction des logements collectifs boulevard Hildegarde et rue Pershing. C’est à cette période que débute l’urbanisation de la Côte des Roses.
Les 2 tours Roland accueilleront leurs premiers locataires en 1961.
En 1967-69, 88 unités supplémentaires seront créées Chaussée d’Océanie, ainsi qu’un ensemble de 74 logements au lieu dit “La Pomperie”.


 l’urbanisation de la Côte des Roses.
http://www.oph-thionville.fr/historique 
THIONVILLE





Molti italiani - e comunque operai immigrati in Lorena - vivono nel quartiere Côte des Roses chiamato anche LA MARRAINE. Al caffè ci si ritrova per giocare a carte.
THIONVILLE 1959
Ottavio DEL FRATE (al centro) Siamo davanti al Caffè del quartiere
Côte des Roses
©Fabrice Del Frate

lunedì 4 gennaio 2016

Fidanzamenti, matrimoni e figli tra emigrati eugubini

Questa comunità eugubina, emigrata nel secondo dopoguerra o comunque nei primi anni '50, è una comunità che si è chiusa dentro a un bozzolo o è evoluta, mescolandosi e integrandosi nel nuovo tessuto sociale? Ha mantenuto le sue radici, rivendicandole oppure ha adottato la cultura del Paese ospitante? Integrazione o assimilazione?

Per quanto riguarda fidanzamenti e matrimoni, per uno che sposa una non-italiana (come per esempio Furio Ceccacci che sposerà una ragazza spagnola), la stragrande maggioranza degli eugubini emigrati in Lorena sceglie di unirsi con una donna italiana, se non addirittura originaria del villaggio di origine, Gubbio. 


Matrimonio tra Dante Alunno e Ottavia
Villerupt, 1956
(in piedi da sinistra a destra: Tullio Nafissi, Armando [Piero] Spaccini,
Ennio Roncigli ["Cica"] e Cesarino Bocci)
©Jacqueline Spaccini


Diamo qualche esempio spicciolo.

Marcello Bertinelli nato a Gubbio il 15.01.1935 da Fernando (muratore) e Lidia nel 1953 va a vivere a Villerupt e lavora come manutentionnaire (addetto al carico/scarico delle merci) presso la società SAVIEM (produttrice di veicoli commerciali per conto della Renault). Nel 1955 torna a Gubbio conosce Amelia Farneti e la sposa nel 1958 a Villerupt. Dalla coppia nasceranno Claudia nel 1962 e Roberto nel 1965. 


Aleandro Laurini (Gubbio, 1937), emigrato in Francia nel 1957 per lavorare alla SOLLAC e mai più rimpatriato, tornava nel suo paesino tutti gli anni per le ferie estive. Durante uno dei suoi rientri, s’innamora di una ragazza del luogo che conosce fin da quando era bambino. Si sposano nel 1959. La porta con sé in Francia, ma per penuria di alloggi adeguati a una coppia, si adegueranno a vivere, per i primi nove mesi, a Waldwisse, a 40 km di distanza da Serémange, sede della fabbrica in cui lavora.

Anche Armando (Piero) Spaccini (Gubbio, 1930) torna al paese natio per sposare la sua fidanzata Annamaria (figlia di un altro emigrato da tempo, l’imprenditore eugubino Ubaldo Alunno). Vivranno prima a Villerupt e poi a Thil.  
  
Ugualmente fa Cesare Bocci (Gubbio, 1933), emigrato nel 1948 e che lavora in acciaieria, alla Micheville, come ajusteur mécanicien (aggiustatore meccanico). Cesare sposa Amelia Stella figlia di un muratore emigrato, ma conosciuta a Gubbio, durante le ferie estive. Nel settembre del 1958, nella chiesa della Nativité-de-la-Vierge di Villerupt. Un prete italiano viene chiamato dal Lussemburgo per celebrare in lingua italiana il loro matrimonio (presente anche il sacerdote francese).

Poi c’è chi nel 1934 è già un oriundo, cioè un francese figlio di italiani. È il caso di Odette Simonelli che è nata a Villerupt il 28 novembre del 1934 ma che poi il 17.06.1958 sposa Claudio Bistocchi col quale mette al mondo Marilinda (1960) e Ferdinando (1962). 

Le statistiche del censimento del 1954 dicono che gli abitanti sono in numero di 1 956 039 unità in tutta la Lorena, di cui il 48% della popolazione straniera è italiana. 

Ancora nel 2009, la metà degli immigrati residenti nella regione sono originari di un paese dell’UE, la maggior parte delle volte dell’Italia. Oltre 32 000 immigrati italiani si sono stabiliti in Lorena, per 2/3 in Mosella e, secondo il rapporto INSEE del 2009, sono ancora la  principale popolazione, secondo uno studio di Ahmed Boubaker[1].

Esempio di famiglia integrata [forse assimilata?]: Ottavio Del Frate (Matelica [MC], 10/01/1924) sposato con Zelinda Fiorucci (Gubbio, 08/05/1924), parte da solo nel 1956, destinazione SOLLAC, Thionville. 
La moglie e i 4 figli lo raggiungeranno successivamente. Vivranno a Serémange, Kuntzig, Thionville e a Basse Ham.
Fabrice è il più piccolo, del 1961. È l'unico nato su suolo francese. Parla ancora italiano, ma gli viene più  naturale parlare in francese.
La foto è stata scattata un 15 maggio (di tanti anni fa), visto l'abbigliamento dei bimbi.



FAMIGLIA DI OTTAVIO DEL FRATE
emigrato da solo nel 1956
La famiglia lo seguirà più tardi
 Peppino ( 1948-2013)
Paola (1950)
Georges/Giorgio (1954)
Wilma (1958)

Fabrice (1961) NON PRESENTE NELLA FOTO


[I  miei cugini di Villerupt - nati tra il 1956 e il 1965 -  non parlano italiano, né lo capiscono. Neppure apprezzano che venga parlato in loro presenza. Loro sono un esempio di perfetta assimilazione e di perdita completa della cultura di origine. Comunque, di una cultura].





[1] Ahmed BOUBAKER, Histoire des immigrations. Panorama général, Dossier  in «Hommes et Migrations», n. 1273